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Archivio Gennaio 2016

Contro il bullismo molto può fare la famiglia, i nuovi problemi dei nostri adolescenti

Oggi sono i coetanei, spesso sprezzanti e feroci, a imporre stili di vita e modelli comportamentali. E’ il conformismo orizzontale che produce dolore e solitudine. Il tredicenne imbranato, la quattordicenne sovrappeso, il quindicenne balbuziente devono sottostare al giudizio crudele dei loro compagni. I genitori e gli insegnanti contano poco, quasi nulla: conta lo sguardo crudele del gruppo, la percezione della propria diversità. Basta un vestito sbagliato, un cappelletto fuori moda, una debolezza, un’esitazione esistenziale per essere messi nell’angolo ed essere costretti a vestire i panni del capro espiatorio. L’omologazione crea martiri, la livella è una falce che stronca ogni differenza. E così i nostri ragazzi ormai se ne fregano delle ramanzine familiari, ma sono sensibilissimi a una battuta carogna, a un soprannome assassino, alla spinta collettiva che li porta sul bordo del burrone. Bisogna stare attenti, difendere le personalità, perché i polli d’allevamento diventano avvoltoi davanti a ogni vita fragile e diversa. Detto tutto ciò, è bene evitare inutili allarmismi, ogni genitore sa bene quanto difficile sia il compito a cui è stato chiamato, sa bene che la sua presenza deve essere rispettosa e costante accanto al figlio adolescente, presenza fatta di dialogo e di esempio di valori che formeranno il suo carattere, e gli consentiranno di coltivare capacità di scelte autonome e improntate al rispetto di quelle idee a cui è stato educato. E’ in famiglia che l’adolescente interiorizza rispetto per ciascun componente di essa, dove circola affetto e rispetto delle priorità di un nucleo familiare che si è voluto e si è volontariamente formato, rispetto per le sue incipienti idee, per le sue scelte con l’esterno, siano compagni, sport, svago, con la certezza di una massima condivisione da parte dei genitori. Essere genitori vuol dire, anche, assumersi la grande responsabilità di crescere i propri figli nel miglior modo possibile, responsabilità, questa, che ci richiede grossi sacrifici, ma a cui nessuno può sottrarsi nè può delegare ad altri. Il suo fallimento, il risultato non auspicato di una errata educazione, una mancata presenza della figura genitoriale, è solo il fallimento di chi non ha saputo nè voluto dare l’affetto giusto al proprio figlio, non l’ha messo al primo posto, e questo i nostri figli lo sentono. Da quì, la formazione di quella sicurezza che fa un carattere forte, capace di dire anche un NO alle richieste del branco!

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BENVENUTO, NUOVO ANNO 2016

6 Gennaio 2016 16 commenti

BENVENUTO, NUOVO ANNO 2016
Il mio saluto al Nuovo Anno 2016 vuole essere di un grande Benvenuto ad un nuovo anno che abbiamo festeggiato con grande allegria, felici di andare incontro con ottimismo al suo scorrere, e fidando che ogni suo giorno sia foriero di cose belle per tutti, prodigo di salute e serenità, di leggerezza del vivere e di piccole e grandi soddisfazioni. Ci accontenteremo di poco aspirando, però, alle realizzazioni più grandi, e sia la nostra meta il raggiungimento di sogni sempre inseguiti e di progetti finalmente realizzati. Solo così diremo che un altro anno non è passato invano, e questo appena andato non lo è stato se al nostro bilancio, anche per una sola voce, esso è stato positivo.
E, immancabilmente, lo sguardo va indietro…….. agli anni andati via……
Ero ragazza, anni ’70, e mi era difficile pensare un futuro che andasse oltre gli anni ’90. Cosa c’era dopo? Come sarebbe stata la vita oltre quegli anni? Arrivarono il 2000 e il nuovo millennio, ci siamo lasciati dietro un secolo che già fa parte della Storia per i molteplici eventi bellici che hanno caratterizzato il suo primo quarantennio, ma che hanno dato il risultato positivo di mantenere e difendere una pace, voluta da più parti strenuamente. Buona parte del secolo scorso, la sua seconda epoca, chiamiamola di pace, ha visto la rinascita del nostro Paese e dell’Europa intera, abbiamo assistito alla ricostruzione di paesi e città rasi al suolo dalla guerra, furono aperte fabbriche e ci fu lavoro per tutti.
Venne poi un periodo di benessere, e l’italiano che visse la guerra e le sue privazioni, sentì il bisogno di riscatto per sé e i suoi figli, e si diede, allora, al consumismo esasperato, che ancora oggi paghiamo caro. Di questo nuovo millennio che, quando ero ragazza mi sembrava lontanissimo, siamo già al suo sedicesimo anno e, mentre del secolo scorso si dice che sia stato il “secolo breve” perché la sua Storia ha inizio proprio con la Grande guerra del ’15-’18 e termina nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino, di questo nuovo secolo vogliamo che continui ad avere la leggerezza con cui è iniziato, con quel rompicapo dell’Euro che ha deposto la nostra vecchia Lira, e che possa durare a lungo, perché ogni suo giorno, ogni suo anno, servano per nuovi studi e invenzioni utili all’umanità intera. Per questo, e per molto altro, voglio augurare a tutti un FELICE ANNO 2016.

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