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Archivio Gennaio 2017

PER NON DIMENTICARE…IL GIORNO DELLA MEMORIA

26 Gennaio 2017 21 commenti

IL GIORNO DELLA MEMORIA…….RICORDARE PERCHE’ TUTTE LE GENERAZIONI SAPPIANO….
Da oltre un decennio, il 27 Gennaio ,è il giorno in cui viene ricordato, con manifestazioni varie, il martirio degli ebrei sterminati dalla follia omicida di Hitler durante la seconda guerra mondiale. Si calcola che ne furono uccisi circa 6 milioni, insieme a dissidenti politici, slavi e rom, disabili e omosessuali, testimoni di Geova.
L’antisemitismo di Adolf Hitler era già presente nel 1925 quando egli scrive il suo “Mein Kampf” ma, quando otto anni dopo viene eletto cancelliere, il suo antisemitismo diventa azione e si esprime con boicottaggi delle attività degli ebrei fino alla Shoah che, in ebraico, vuol dire sterminio da parte dei nazisti, privazione dei diritti civili, espulsione dalla Germania,emarginazione in ghetti, deportazione nei lager.
Tra gli orrori dei lager, vi è quello della prostituzione forzata, una pagina di estrema crudeltà poco conosciuta, a cui già da qualche anno è stata dedicata anche una mostra al Museo della Liberazione in via Tasso a Roma. E per non dimenticare, è stato istituito il Memoriale del Binario 21 alla stazione centrale di Milano, da dove il 6 dicembre del 1943 partirono 15 treni carichi di ebrei diretti ad Auschwitz, dando inizio così alla persecuzione. Si è voluto trasmettere il messaggio “Non dimenticare la Shoah ed operare perché ciò sia possibile”.
Il Memoriale intende essere, infatti, un’opera significativa e un monito per la memoria delle generazioni future,oltre naturalmente, allo studio di tale avvenimento, l’Olocausto, che la storia vorrebbe non avere mai registrato, ma che ha il dovere etico di far conoscere e divulgare perché mai più mente umana possa mettere in atto tali aberranti follie omicide.
Anche la città di Trieste ricorda l’Olocausto di tutti quegli ebrei italiani deportati nel lager della Risiera di S. Saba ed ivi uccisi, in quell’unico campo di concentramento italiano.
La storia serve per non ripetere gli errori, ma, come dicono gli studenti della scuola della Comunità ebraica”Renzo Levi” di Roma, ” Non c’è un libro, una teoria, che ti fa capire perché ciò sia potuto accadere, perché sia avvenuto è troppo difficile da spiegarsi per i giovani di oggi”.
Basta ricondurre tutto ad una mente malata, sebbene al potere, che vuole la supremazia di una razza su altre, e le si permette di attuare quel progetto infimo di sterminio di un popolo?
Come è stato possibile che tutto ciò avvenisse, e che per anni, per tutti quelli della ricostruzione dalla fine della guerra, non se ne parlasse, quasi contando sull’oblio, sulla dimenticanza più assoluta da parte dell’umanità che non fu testimone diretta di tale orrore?
Nessuno ne ha voluto mai parlare per anni, neanche le famiglie dei sopravvissuti che uscivano da quelle esperienze. C’è stato in loro un bisogno di oblio, di interrompere il ricordo di un passato che portava solo amarezze, e che solo dimenticando non si sarebbe ripetuto mai più.
E aiutava la dimenticanza quella parte di europei che non fu direttamente testimone di tale orrore, per tutti gli anni della ricostruzione, dalla fine della guerra, dopo quel 27 Gennaio, in cui gli stessi sopravvissuti ebrei ebbero vergogna di essersi salvati mentre i loro familiari morivano in quelle camere a gas.
E’ solo da alcuni anni che viene ricordata questa pagina vergognosa della nostra storia, ma mi chiedo come hanno potuto stare a tacere i familiari superstiti degli ebrei morti nei lager, come hanno assistito inermi allo scorrere degli anni, oppressi, nella piena solitudine, dal peso di tale ingiustizia perpetrata sui loro familiari?
Hanno dato anche loro dimostrazione di eroismo, aspettando che tempi migliori rendessero giustizia ai loro familiari e a se stessi, ma oggi ciò non è più sopportabile.
La scuola ha il dovere di formare i giovani sui temi dell’Olocausto con nuovi argomenti di discussione che vanno dal razzismo all’antisemitismo, per educare i giovani all’uguaglianza e al rispetto dell’altro, e scoraggiare, al suo sorgere, ogni tentativo di comportamenti di chiara estrazione razzista.

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I CENTO ANNI DALLA TUA NASCITA

9 Gennaio 2017 24 commenti

Aspettavamo l’anno 2017, sapevamo che sarebbe arrivato. Piano, piano e molto lentamente contavamo gli anni che ci mancavano da quella data, e quell’anno era, nel nostro immaginario, così lontano, così carico di un peso morale che rasentava il dolore, il dolore di non essere tu con noi!
Poi, è stato timidamente che ci siamo avvicinati sempre più all’anno tuo, a quello che tu dicevi essere un anno in guerra, quello della tua nascita, in quel 1917 era l’Italia dentro la guerra, con le famiglie smembrate e gli uomini al fronte. Ci raccontasti dopo, a noi bimbi, come una favola, che tuo padre non ti vide nascere, lui era sul fronte greco- albanese, e tu fosti convinta che per questo egli non ti volle mai bene.
Da pochi giorni, Mamma, siamo in quel fatidico anno che segna il tuo centenario, è finalmente arrivato il 2017, l’anno tanto atteso e tanto per me inutile, perché non possiamo festeggiare il tuo secolo di vita. Lo aspettavo, ed anche festeggiarlo mi è sembrato privo di importanza, non c’eri tu in questo compleanno mai vissuto, ed io so che ogni giorno di questo nuovo anno sarò lì a ricordare il tuo secolo di vita, i tuoi cento anni per una sorte amara non completati, ripercorrerò la tua vita giorno dopo giorno, e mi sembrerà l’ennesima ingiustizia, questo 2017 senza di te, nata nel 1917 per una breve vita!

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BENVENUTO, NUOVO ANNO 2017

3 Gennaio 2017 27 commenti

BENVENUTO, NUOVO ANNO 2017
Il mio saluto al Nuovo Anno 2017 vuole essere di un grande Benvenuto ad un nuovo anno che abbiamo festeggiato con grande allegria, felici di andare incontro con ottimismo al suo scorrere, e fidando che ogni suo giorno sia foriero di cose belle per tutti, prodigo di salute e serenità, di leggerezza del vivere e di piccole e grandi soddisfazioni. Ci accontenteremo di poco aspirando, però, alle realizzazioni più grandi, e sia la nostra meta il raggiungimento di sogni sempre inseguiti e di progetti finalmente realizzati. Solo così diremo che un altro anno non è passato invano, e questo appena andato non lo è stato se al nostro bilancio, anche per una sola voce, esso è stato positivo.
E, immancabilmente, lo sguardo va indietro…….. agli anni andati via……
Ero ragazza, anni ’70, e mi era difficile pensare un futuro che andasse oltre gli anni ’90. Cosa c’era dopo? Come sarebbe stata la vita oltre quegli anni? Arrivarono il 2000 e il nuovo millennio, ci siamo lasciati dietro un secolo che già fa parte della Storia per i molteplici eventi bellici che hanno caratterizzato il suo primo quarantennio, ma che hanno dato il risultato positivo di mantenere e difendere una pace, voluta da più parti strenuamente. Buona parte del secolo scorso, la sua seconda epoca, chiamiamola di pace, ha visto la rinascita del nostro Paese e dell’Europa intera, abbiamo assistito alla ricostruzione di paesi e città rasi al suolo dalla guerra, furono aperte fabbriche e ci fu lavoro per tutti.
Venne poi un periodo di benessere, e l’italiano che visse la guerra e le sue privazioni, sentì il bisogno di riscatto per sé e i suoi figli, e si diede, allora, al consumismo esasperato, che ancora oggi paghiamo caro. Di questo nuovo millennio che, quando ero ragazza mi sembrava lontanissimo, siamo già al suo diciassettesimo anno e, mentre del secolo scorso si dice che sia stato il “secolo breve” perché la sua Storia ha inizio proprio con la Grande guerra del ’15-’18 e termina nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino, di questo nuovo secolo vogliamo che continui ad avere la leggerezza con cui è iniziato, con quel rompicapo dell’Euro che ha deposto la nostra vecchia Lira, e che possa durare a lungo, perché ogni suo giorno, ogni suo anno, servano per nuovi studi e invenzioni utili all’umanità intera. Per questo, e per molto altro, voglio augurare a tutti un FELICE ANNO 2017

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